|
progettazione su scala planetaria dell'idea di una
coesistenza, di un "foedus" tra grandi spazi culturali
Europei "Macro Regioni o Federazione di Nazioni in
Grandi Spazi Culturali Omogenei" concepiti come
autonomi e necessari.
"La costituzione di un duplice livello di cittadinanza, in
cui quello più "universale" non elimina le
specificitànazionali, ma incrementa e più efficacemente
tutela i diritti che in esse sono maturati, è "romana" nella
sua essenza. Una cittadinanza europea che non richiede
un Popolo europeo, una Nazione europea, ma una
società come federazione di popoli e nazioni, è idea
romana. Una cittadinanza estranea ad ogni pregiudizio
etnico- razziale, fondata sulla "concordia" politica, e
un'idea di "concordia" che non considera il conflitto
come distruttivo, ma che proprio dal conflitto si rigenera
e rinnova, sono energie costituenti l'unione politica
europea che solo dalla memoria della "radice romana"
possono venire.
Senza una tale "identità" europea, con un'Europa dove la
sovranità popolare non si esercita, di fatto, su scala
continentale, dove "nationes, civitates, gentes" sono
ancora "prigioniere degli "Stati nazionali" con un'Europa
incapace di rappresentare la "propria" comunità plurale,
ridotta alla sua dimensione tecnico economica
(l'unitàeconomica, sia chiaro, rimane una "conditio sine
qua non") e ad una sola delle sue dimensioni geo-
politiche (quella atlantica), sarà impossibile equilibrare le
tendenze fisiologiche della politica "imperiale"
americana, il suo secolare indirizzo "monologante (**)",
.."
(Massimo Cacciari, Ancora sull'idea di Impero,
MicroMega 4/2002 pagg.185..196).
(**)
Quest’articolo fu scritto solo pochi anni orsono. La
politica imperiale americana oggi deve fare i conti con un
mondo verso il quale sul monologo statunitense non
basta a programmare il futuro. Altri imperi sorgono in
clima di competizione politico economica con il'impero
statunitense, e già mostrano segni di superiorità
nell'ambito di una stessa filosofia di sussistenza, quelle
finanziario - economica. Siamo cioè passati in pochi
anni dal monopolarismo statunitense al multipolarismo
che abbraccia l'intera superficie del globo.
In quest’ambiente e sotto questi panorami il ruolo
dell'Europa come configurato in queste pagine diviene
non più un'opzione accademica ma una necessità di
sopravvivenza per noi e per i nostri figli.
|
planning on planetary scale of the idea of a co-
existence, of a "foedus" among great European cultural
spaces "Macro Regions or Federation of Nations in
Great Homogenous Cultural Spaces" planned as
independent and necessary .
The constitution of a twofold level of citizenship, in
which
the more "universal" one does not eliminate the national
specificities, but increases and more effectively protects
the rights which have been matured there, is "roman" in
its essence. A European citizenship, which does not
demand a European People, and European Nation, but a
society like federation of people and nations, is roman
idea. A citizenship stranger to every ethnic- racial
prejudgment, founded on the "political concord", and an
idea of "concord" that does not consider the conflict as
destructive, but which, just by the conflict, is
regenerated and renewed, are constituent energies of the
European political union, which can come only from the
memory of the "roman root".
Without such an "European identity", with an
Europe
where the popular sovereignty does not exercise itself, in
fact, on continental scale, where "nationes, civitates,
gentes" are still captive of the" national States" with an
Europe incapable to represent its "own" plural
community, reduced to its economic technical
dimension (the economic unit, it's absolutely clear,
remains a" conditio sine qua non") and to only one
single of its geopolitical dimensions (that Atlantic one), it
will be impossible to balance the physiological
tendencies of the American "imperial" politic, its secular
"monologue wise (**)" address,.."
(Massimo Cacciari, Ancora sull'idea di Impero,
MicroMega 4/2002 pagg.185..196).
(**)
This article was written just a few years ago. The
American imperial policy today must face a world to
which the U.S. monologue is not enough to plan for the
future. Other empires arise in a climate of political and
economic competition with U.S.A. empire, and already
showing signs of superiority in the philosophy of living,
the financial - economic activity. We saw in the past few
years a development from the American unipolarism to a
world wide multipolarism that covers the entire surface of
the globe.
In this environment and under these views, the role of
Europe as configured in these pages becomes no longer
an academic option but a necessity of survival for
ourselves and our children.
|