1.1.4.2 Carlo Cattaneo Winner
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Il 15 giugno 2001 cade il secondo centenario della nascita di Carlo Cattaneo,
....La ragione per cui Cattaneo ammira lo Stato federale svizzero è che ciascuna «repubblichetta», come le chiamava spregiativamente Gioberti, può fare di più, non di meno, grazie alla struttura federale, per la causa comune. In una lettera a Mauro Macchi del 26 dicembre 1856 scriveva: «Hai visto la repubblichetta di Vaud che alla dimanda di nove battaglioni risponde offrendone venticinque! \[...\] e il Vaud fa duecentomila anime, poco più della provincia di Pavia! Di questa misura le repubbliche d’Italia potrebbero dare più di tremila battaglioni».

Contributo di Francesco Paolo Forti:
Dalle fondamenta della nostra cultura civica un contributo firmato Carlo Cattaneo
Date: Tue, 02 Sep 1997 21:33:06 +0200
From: Francesco Paolo Forti <francesco.forti@easyclub.ch>
Subject: Un singolare contributo
Documenti - federalismo delle 100 Citta' - un singolare contributo - le PATRIE SINGOLARI degli Italiani
"Le nostre citta' sono il centro antico di tutte le comunicazioni di una larga e popolosa provincia; vi fanno capo tutte le strade, vi fanno capo i mercati del contado, sono come il cuore del sistema delle vene; sono termini a cui si dirigono i consumi, e da cui si diramarono le industrie ed i capitali; sono un punto d'intersezione o piuttosto un centro di gravita', che non si puo' far cadere su di un altro punto preso ad arbitrio.
Gli uomini vi si congregano per diversi interessi, perche' vi trovano i tribunali, le intendenze, le commissioni di leva, gli archivi, i libri delle ipoteche, le amministrazioni; il punto medio dei loro poderi, la sede dei loro palazzi, il luogo delle loro consuetudini, e della loro influenza e considerazione, il convegno delle parentele, la situazione piu' opportuna al collocamento delle figlie, ed agli studi ed impieghi della gioventu'.
Insomma sono un centro d'azione di una intera popolazione di duecento o trecentomila abitanti. [...]
Questa condizione delle nostre citta' e' l'opera di secoli e di remotissimi avvenimenti, e le sue cause piu' antiche d'ogni memoria.
Il dialetto segna l'opera indelebile di quei primitivi consorzi, e col dialetto varia, di provincia in provincia, non solo l'indole e l'umore, ma la cultura, la capacita', l'industria, e l'ordine intero delle ricchezze. Questo fa si che gli uomini non si possono facilmente disgregare da quei loro centri naturali.
Chi in Italia prescinde da questo amore delle patrie singolari, seminera' sempre nell'arena."
"Per le Autonomie Locali", di Carlo Cattaneo
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Mi pare chiaro che gia' allora c'era in qualcuno la sensibilita' necessaria per accorgersi che una nazione e' la somma delle sua attivita' piu' molecolari e che la base di tutto e' l'autonomia locale, nella cultura, nella politica e nell'economia.
Chissa' se oggi prenderemo le giuste decisioni o continueremo a seminare nell'arena?

Saluti,
Francesco Forti

Sempre Carlo Cattaneo, un esempio di fiscalità semplice efficace e federalista
Dal saggio introduttivo alle NOTIZIE NATURALI E CIVILI SULLA LOMBARDIA
[I «lumi» nelle regioni lombarde]
Testo:
Al principio del secolo XVIII era mirabile il fermento che si vedeva nelle nazioni.....
In Fiandra v'erano città lavoratrici e ubertose campagne, e vicinanza di nazioni progressive; ma lo spirito dei popoli era provinciale, tenace, diffidente. La Lombardia, che già sentiva l'aura del tempo che veniva, e nella sua miseria era pur sempre una terra di promissione, e aveva un popolo di mente aperta e d'animo caldo e sensitivo, parve ai zelatori del bene comune uno di quei campi eletti, in cui l'agricultore fa prova di qualche nuova semente. E' un fatto ignoto all'Europa, ma è pur vero: mentre la Francia s'inebriava indarno di nuovi pensieri, e annunciava alla Europa un'era nuova, che poi non riesciva a compiere se non attraverso al più sanguinoso sovvertimento, l'umile Milano cominciava un quarto stadio di progresso, confidata ad un consesso di magistrati, ch'erano al tempo stesso una scuola di pensatori. Pompeo Neri, Rinaldo Carli, Cesare Beccaria, Pietro Verri non sono nomi egualmente noti all'Europa, ma tutti egualmente sacri nella memoria dei cittadini.
Commenti:
La filosofia era stata legislatrice ne giureconsulti romani; ma fu quella la prima volta che sedeva amministratrice di finanze ed annona ed aziende comunali; e quell'unica volta degnamente corrispose a una nobile fiducia.
(filosofia per Cattaneo non è astratta ricerca teorica ma "nesso comune di tutte le scienze", e nel fervore del secolo è volta a "razionalizzare" gli strumenti economici del vivere associato -   n.d.r.)
Tutte quelle riforme che Turgot abbracciava nelle sue visioni di ben pubblico, e che indarno si affaticò a conseguire fra l'ignoranza dei popoli e l'astuzia dei privilegiati, si trovano registrare nei libri delle nostre leggi, nei decreti dei nostri governanti, nel fatto della pubblica e privata prosperità.
(R.T.Turgot 1727-81, politico ed economista francese, ministro delle finanze di Luigi XVI; l'abolizione da lui proposta dei dazi interni e sui cereali, delle corporazioni e delle corvées, fu ostacolata dai ceti privilegiati, che ne provocarono il licenziamento - n.d.r.)
S'intraprese il censo di tutti i beni dietro un principio che poche nazioni finora hanno compreso. Si estimò in una moneta ideale chiamata scudo, il valor comparativo di ogni proprietà. Gli ulteriori aumenti di valore che l'industria del proprietario venisse operando, non dovevano più essere considerati nell'imposta; la quale era sempre a ripartirsi sulla cifra invariabile dello scudato. Ora la famiglia che duplica il frutto dei suoi beni, pagando tuttavia la stessa proporzione d'imposte, alleggerisce di una metà il peso, in paragone alla famiglia inoperosa, che paga lo stesso carco, e ricava tuttora il minor frutto. Questo premio universale e perpetuo, concesso all'industria, stimolò le famiglie a continui miglioramenti.
Tornò più lucroso raddoppiare colle fatiche e coi risparmi l'ubertà d'un campo, che possedere due campi, e coltivarli debolmente. Quindi il continuo interesse ad aumentare il pregio dei beni fece si che col corso del tempo e coll'assidua cura il piccolo podere pareggiò in frutto il più grande; finché a poco a poco tutto il paese si rese capace di alimentare due famiglie su quello spazio che in altri paesi ne alimenta una sola. Qual sapienza e fecondità in questo principio, al paragone di quelle barbare tasse che presso culte nazioni si commisurano ai frutti della terra e agli affitti delle case, epperò riescono vere multe proporzionali inflitte all'attività del possessore!
Il censo eliminò per sua natura tutte quelle immunità, per le quali sotto il reime spagnolo un terzo dei beni, come posseduto dal clero, non partecipava ai pubblichi carichi, e li faceva pesare in misura insopportabile sulle altre proprietà. Il censo divenne fondamento anche al regime communale; i communi nostri divennero tanti piccoli Stati minorenni, che sotto al tutela dei magistrati, decretano opere pubbliche, e ne levanosopra se medesimi l'imposta..........
(centro dello scritto - n.d.r.)
Ma qual meraviglia che questi sagaci pensieri nascessero prima che altrove in quel paese dove Beccaria non solo era scrittore, non solo porgeva pubblico insegnamento di scienze sociali, ma sedeva autorevole nei consigli dello Stato?.......
 
 
(prosegue illustrando il mirabile fermento delle belle arti dell'architettura, musica ecc. che sono ancora oggi i pezzi più alti della nostra eredità locale - n.d.r.)