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-----Messaggio originale----- Caro Presidente, I rapporti in senso lato dell'Italia con l'Iraq sono aperti, ricordo l'azione meritoria e lungimirante di Roberto Formigoni ai fini del dialogo e del soccorso alla popolazione. Formigoni può svolgere un ruolo di raccordo prezioso. Se si sta intorno ad un tavolo tra persone, che si guardano negli occhi con serena e provata sensibilità alle rispettive sofferenze, possono accadere meraviglie, rispetto a ciò che invece potrebbe accadere. Io conosco un poco l'Iraq ed i visi della sua gente per esserci stato per lavoro e sinceramente vedo la possibilità di sbocchi positivi in questo delicatissimo frangente della storia. Lei, Presidente, per le Sue peculiarità di uomo d'azione, di imprenditore eccezionalmente versato al commercio ed alla gestione delle risorse che toccano direttamente le masse e la loro vita quotidiana, e di politico di primissimo piano in privilegiata sintonia con i Presidenti statunitense e russo - ha nelle Sue mani una opportunità unica oggi per questo progetto di dialogo. I migliori saluti Visit www.losio.com Mi viene in mente un'altra persona che potrebbe supportare con
Lei il dialogo, mettendo a disposizione la diplomazia più sofisticata ed antica
del mondo, il Papa. Metaforicamente anche noi come Abramo ascoltiamo la voce: 1. Ci impegniamo a proclamare la nostra ferma convinzione che la violenza e il terrorismo si oppongono al vero spirito religioso e, condannando qualsiasi ricorso alla violenza e alla guerra in nome di Dio o della religione, ci impegniamo a fare tutto il possibile per sradicare le cause del terrorismo. 2. Ci impegniamo a educare le persone al rispetto e alla stima reciproci, affinché si possa giungere a una coesistenza pacifica e solidale fra i membri di etnie, di culture e di religioni diverse. 3. Ci impegniamo a promuovere la cultura del dialogo, affinché si sviluppino la comprensione e la fiducia reciproche fra gli individui e fra i popoli, poiché tali sono le condizioni di una pace autentica. 4. Ci impegniamo a difendere il diritto di ogni persona umana a condurre un'esistenza degna, conforme alla sua identità culturale, e a fondare liberamente una propria famiglia. 5. Ci impegniamo a dialogare con sincerità e pazienza, non considerando ciò che ci separa come un muro insormontabile, ma, al contrario, riconoscendo che il confronto con la diversità degli altri può diventare un'occasione di maggiore comprensione reciproca. 6. Ci impegniamo a perdonarci reciprocamente gli errori e i pregiudizi del passato e del presente, e a sostenerci nello sforzo comune per vincere l'egoismo e l'abuso, l'odio e la violenza, e per imparare dal passato che la pace senza la giustizia non è una pace vera. 7. Ci impegniamo a stare accanto a quanti soffrono per la miseria e l'abbandono, facendoci voce di quanti non hanno voce e operando concretamente per superare simili situazioni, convinti che nessuno possa essere felice da xylj. 8. Ci impegniamo a fare nostro il grido di quanti non si rassegnano alla violenza e al male, e desideriamo contribuire con tutte le nostre forze a dare all'umanità del nostro tempo una reale speranza di giustizia e di pace. 9. Ci impegniamo a incoraggiare qualsiasi iniziativa che promuova l'amicizia fra i popoli, convinti che, se manca un'intesa solida fra i popoli, il progresso tecnologico espone il mondo a crescenti rischi di distruzione e di morte. 10.Ci impegniamo a chiedere ai responsabili delle nazioni di compiere tutti gli sforzi possibili affinché, a livello nazionale e a livello internazionale, sia edificato e consolidato un mondo di solidarietà e di pace fondato sulla giustizia Dal Vaticano, 24 febbraio 2002 GIOVANNI PAOLO PP. II |
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